Inquinato

L’amore, sempre forte, è inquinato da disprezzo e risentimento.
Non vorrei, amore, te lo giuro.
Ma la mia resistenza si sta spezzando.

Io aspetto, trepidante.
Un lui che non so. Non so se aspetta me.
O se vuole tempo per ritrovare gli svaghi che crede di aver perso, con me.

Odio l’incrinatura del mio cuore.
Mi odio per questo.
Perché l’amore c’è e sempre resterà.
Ma, da adesso, una crepa pece vivrà con esso.
Vivrà con me.
Ad inquinare ogni momento.

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Mi mancherà

Mi mancherà, per sempre. Il suo sorriso tirato da bambino mentre saltella davanti a me.
Mi mancherà il suo abbraccio, in ginocchio sul letto mentre piango.
Mi mancherà la sua bocca, le sue labbra morbide e calde.
Mi mancherà il calore dei suoi piedi, che cerco con i miei, per dormire.
Mi mancherà.
Il mio amore, non c’è più.
Si è perso.
Mi manca e mi mancherà.

Il letto freddo, senza di lui.
Dovrà.
Essere il mio nuovo amico.

 

Male

Io lo amo.
Lo amo.

Lui mi ama.
Lo so.

Non basta. Per giungere alla felicità.
Pare.

Non basta. Il dolore può aumentare.

Nessuna ragione per questo tormento.
Di un amore in crescendo.
Che si scontra.
Con il male mai sazio.

Da dove arrivi? Perché ci hai rovinato?
Avremmo potuto.
Tanto.
Avremmo vissuto.
Insieme.

Avremmo.
Ma tu, male, hai voluto inghiottire i colori.
Senza una spiegazione.
Hai rubato la felicità embrionale.
Dei quali germogli già gioivamo.
Troppo.
Quella felicità sarebbe stata. Troppo.
Troppa felicità è innaturale.

La sofferenza deve dominare.
Ogni istante.
Ogni passo.
Ogni respiro affannoso verso la fine.

Ci sei riuscito, male.
Hai distrutto quanto di più bello avevamo.